Siamo esattamente le nostre foto.

Esse sono lo specchio del nostro modo di osservare e recepire, di metabolizzare e relazionarci. Una cartina tornasole del nostro percorso, delle nostre partenze e dei nostri arrivi.
Un modo per analizzarci nel profondo, in maniera distaccata e consapevole.
Le immagini diventano libri da leggere a sé stessi, per sé stessi.

Creano un linguaggio parallelo che se accettato può disegnare forme nuove interiori, spesso inaspettate ma anche non capite.

Per questo motivo generano dubbi e insicurezze da una parte, ma anche lontane, dolci malinconie dall’altra.

L’incontro si svilupperà proprio sul Dialogo Identitario fra noi stessi e le immagini che produciamo. Cercheremo di convincerci che possiamo riconoscerci attraverso il nostro lavoro e proveremo a gettare le basi di un linguaggio, un proprio modo di parlare attraverso l’altro.

Un’azione egoista dichiarata, dove lo spettatore/osservatore non sarà più il punto di arrivo dell’immagine prodotta, ma assumerà il ruolo astratto di entità priva di giudizio.

Saremo noi i primi a giudicarci.

Saremo noi a dichiararci.

SVOLGIMENTO DELL’INCONTRO

Massimo 10 partecipanti.

Non dovranno portare alcuna macchina fotografica.

Le foto si creeranno con un’istantanea che porterò io stesso assieme alle pellicole.

Ognuno di essi produrrà n°5 istantanee che avremo modo di analizzare insieme.

Unico obbligo: dovranno stampare le loro ULTIME 10 FOTO fatte in formato 10×13 o 10×15 cm che serviranno inizialmente per conoscerci (NO portfolio voluminosi perché non avremo il tempo).

Durata: una mattinata (dalle 09:00 alle 13:00).
Possibilità di utilizzare una persona che possa posare per non più di un’ora.

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